Sospesa la sanzione contro il finanziere risultato positivo al test dopo aver ammesso di aver fatto uso di cannabis light contro l’insonnia. L’avvocato Russo: “Decisione storica, non si può punire per ciò che lo Stato permette di vendere”. La vicenda in esclusiva su Dossier Test positivo al Thc, finanziere perde il lavoro: “Era cannabis light per l’insonnia”. Il Tar sospende il licenziamento Sospesa la sanzione contro l’appuntato risultato positivo al test dopo aver ammesso di aver fatto uso di cannabis light contro l’insonnia. L’avvocato Russo: “Decisione storica, non si può punire per ciò che lo Stato permette di vendere”.

Oltre trent’anni di servizio senza nessuna sanzione disciplinare. Ma nell’estate dello scorso anno tutto cambia: un test tossicologico positivo e il provvedimento di rimozione con perdita del grado. Così un appuntato scelto qualifica speciale della guardia di finanza in servizio nell’area di Malpensa si ritrova senza lavoro. E senza stipendio. Ora il Tar della Lombardia ha accolto l’istanza cautelare nell’ambito del ricorso presentato dal militare, assistito dagli avvocati Sebastiano Russo e Silvia Caradonna, sospendendo la sanzione disciplinare. I giudici della quarta sezione hanno bloccato il provvedimento e fissato l’udienza di merito per dicembre 2026. Il test positivo al Thc All’origine della sanzione – arrivata al termine di un iter disciplinare un test tossicologico effettuato il 30 luglio del 2025 dopo che, nell’ambito di alcuni incontri presso lo sportello psicologico interno, il finanziere aveva raccontato alcune difficoltà personali e l’insonnia di cui soffriva, rivelando di aver provato alcuni prodotti acquistati legalmente online a base di Thc. L’esame su un campione di urina due giorni dopo porta a un referto positivo al principio. E il test sancisce la fine di una carriera. L’ufficio sanitario dell’amministrazione lo mette in convalescenza mentre l’esame del capello effettuato il 7 agosto conferma l’assenza di tracce di sostanze nel tempo. Nessun riscontro positivo a droghe nemmeno nei successivi test effettuati. Un elemento che, per la difesa, smentirebbe l’ipotesi di un consumo abituale. “Un prodotto che lo Stato italiano permette di produrre, pubblicizzare e vendere regolarmente, pagandoci sopra le tasse”, sottolinea l’avvocato Russo. “Non si è mai drogato, non ha mai violato la legge, né ha mai svolto il suo servizio in stato di alterazione psicofisica. Punirlo con il licenziamento significa applicare una sanzione totalmente sproporzionata e ideologica, che calpesta la dignità di un lavoratore e la stessa coerenza delle leggi dello Stato”, ha spiegato il legale.

 

 

L’iter disciplinare per l’appuntato scelto si è aperto un procedimento disciplinare nell’ambito del quale l’ufficiale inquirente e la commissione di disciplina hanno decretato a febbraio 2026 il verdetto di non meritevolezza a conservare il grado “sull’assunto che l’uso, anche occasionale, di sostanze stupefacenti costituisca una violazione insanabile del giuramento”. Un comportamento che, come si legge nelle carte, denoterebbe “carenti qualità morali” e comporterebbe “un’inevitabile contiguità con ambienti criminali”. Un’accusa questa da cui il finanziere ha preso le distanze fornendo una ricevuta legale di acquisto online del prodotto tra le memorie difensive. La posizione dell’amministrazione però è netta: il militare avrebbe causato un “gravissimo nocumento all’immagine” tanto da rilevare una “incompatibilità di status” che avrebbe imposto “l’adozione di un provvedimento di natura espulsiva”. Il finanziere, l’unico con un reddito del nucleo familiare, è rimasto così anche senza alcuna forma di stipendio. “Oltre all’onta c’è stato anche un danno economico perché è stato cacciato come qualsiasi militare infedele con un pregiudizio gravissimo e irreparabile”, ha aggiunto Russo. La sospensiva e il rientro in servizio. Nel ricorso presentato al Tar, la difesa ha contestato la violazione del principio di proporzionalità e la carenza di istruttoria ritenendo “assolutamente irragionevole fondare una sanzione espulsiva su un unico test positivo, a fronte di un parallelo esame tricologico negativo e successivi esami tossicologici”. Con l’ordinanza cautelare il tribunale ha sospeso l’efficacia della sanzione. L’amministrazione dovrà ora convocare il dipendente per una visita medica e disporne il collocamento in aspettativa per convalescenza, permettendo al finanziere di riprendere a percepire lo stipendio in attesa della pronuncia di merito.

 

Una decisione, emessa lo scorso 28 luglio, che l’avvocato Russo ha definito “storica”. “Una vittoria preziosa”, ha commentato il legale, consapevole che si tratta di “una battaglia non certo della guerra”. “Alla prossima udienza, fissata per il mese di dicembre, riteniamo senz ’ altro di poter ambire a una pronuncia di merito a noi favorevole. L’ unica del resto plausibile, attraverso la quale davvero mi auguro di poter contribuire a restituire la dignità a un militare con oltre trent ’ anni di servizio esemplarmente svolti, messa in discussione in maniera assai singolare da un provvedimento di proscioglimento per nulla condivisibile, oltre che sproporzionato rispetto alle contestazioni mosse”, ha aggiunto. L’avvocato: “Un precedente importantissimo”. La parola fine sulla vicenda deve ancora essere scritta. Intanto il Tar ha ordinato alla guardia di finanza di restituire il grado al militare. Una pronuncia che per il legale “rappresenta un precedente importantissimo per migliaia di donne e uomini in divisa”. “Il messaggio del Tar è chiaro: i regolamenti interni e la disciplina militare sono fondamentali, ma non possono ignorare le leggi dello Stato, né trasformare un comportamento perfettamente lecito in una condotta censurabile tale da essere punita con la perdita del lavoro”. Dossier ha contattato l’ufficio stampa della guardia di finanza per un commento o una replica rispetto alla vicenda, ma non sono state rilasciate dichiarazioni in merito.